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L’angelo sterminatore, Luis Bunuel

Recensione a caldo, e forse l’unica che posso fare vista la mia annoiata disattenzione. Facciamo che è un commentino e basta. Ero partita positivissima e carica di aspettative, primi cinque minuti okay..dopo venti minuti mi rompevo le palle, dopo altri venti minuti stavo morendo di noia e ho finito per fare altro. Non disdegno Bunuel, già sperimentato in Il diario di una cameriera, disdegno un po’ di più  le prediche moraleggianti alla “creperete tutti per il vostro schifo, corrotti di merda”. Già dal “manifesto” iniziale si capiva l’intento moralista del film e come ho detto non tanto gradito, peccato che nella sua resa sia veramente soporifero: i personaggi sono troppi per poter conoscerli e capirli nella loro presunta  corruzione, si confondono e non emergono mai in modo significativo. A volte pare che il pretesto di un’intera “comitiva” rinchiusa  in una stanza senza poter uscire sia un po’ forzata:  non viene mai ripreso un momento in cui effettivamente uno di loro provi ad aprire la porta, sono tutti surrealmente arresi in partenza. Interessante, ma non ci sta, nemmeno nella finzione. Una situazione analoga era presente in Carnage, ma lì non strideva affatto, aderiva alla trama senza particolari arricciamenti di naso. Nessun attore emerge particolarmente, e la sceneggiatura non ha niente di attraente, ma si era capito, altrimenti non sarei qui in preda ad un colpo di sonno. In realtà l’intento punitivo non l’ho sentito poi così tanto, ho avvertito naturalmente il senso di allentamento dell’etichetta e così di liberazione dei veri sentimenti di queste macchiette di personaggi: eppure no, se mi chiedessero alla fine perché il singolo è stato punito non saprei far altro che alzare le spalle. Sono stata una pessima spettatrice, lo so. Forse non l’ho proprio visto nella maniera giusta, magari farò una revisione per poterne parlare con la giusta cognizione di causa, ma per adesso posso dire solo una cosa: un’ora e mezza interminabile.

Anastasia

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3 commenti su “L’angelo sterminatore, Luis Bunuel

  1. Questo non l’ho visto, di Buñuel posso consigliarti “Il fascino discreto della borghesia”, “Bella di giorno” e “Il fantasma della libertà”, però, ovviamente, come sempre, de gustibus…:)

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