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Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino; Kai Hermann e Horst Rieck

Qual è il titolo? Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino

Chi è l’autore? Kai Hermann e Horst Rieck

Quando è stato pubblicato? Nel 1978

TRAMA: Il libro racconta la discesa di Christiane Vera Felscherinow nel tunnel della droga, dagli inizi alla “fine”.

La settimana in cui ho letto questo libro è stata caratterizzata da continui sbalzi d’umore, lacrime infondate, dolori di stomaco e vai malesseri non catalogabili medicalmente. Dalla prima lettera, fino all’ultma ho avuto paura. Paura di qualcosa, paura dell’adolescenza, paura di boh, qualunque cosa. E un libro del genere è anche questo che deve fare: METTERE PAURA. Christiane a quattordici anni di buca per la prima volta di eroina. A quattordici anni avrebbe non so, dovuto fare il primo tiro di sigaretta. Invece no, a quattoridici anni si lega un laccio emostatico al braccio, si ficca un ago nella vena e si innietta eroina. Allora le pupille cambiano, lo sballo si fa strada nelle membra.. sembra che sia solo “per provare”. Non è una dipendenza, no. Ma poi lo fa di nuovo, e ancora, e ancora.. fino a vedere il proprio braccio viola. Ma il braccio viola è l’ultima cosa, i danni al proprio organismo e alla propria psiche sono repentini. Certo, è facile scrivere qui quanto l’ero faccia schifo. Proviamo a salire su una macchina del tempo: JFIUEOFHUHRUIHR767868757UIOWFGHLAHFU4895TY4TT45TYNT54. Eccoci qui: Berlino, anni ’60, mega appartamento popolare di Gropiusstadt. Puzza di merda e piscio nella tromba delle scale, genitori in crisi, un padre che ti mena. Come cresci? Come si sviluppa la tua psiche? Ora magari un bambino che cresce così si butta non so, sui videogames (anche sulla droga, sì. Ma non a dodici anni). In quel periodo invece, caratterizzato anche dalla divisione della Germania, ci si buttava non sulle cannette e i chilom ma sull’eroina. E così passavi per la Kurfürstenstrasse e vedevi ragazzine che si prostituivano per un buco. Ma no, la storia di Christiane è molto più complicata. Lei nonostante tutto non se la passava così di merda, diaciamocelo. Aveva un appartamento carino, buoni voti al ginnasio, animali per casa, una sorella… quindi nella droga non ci si rifugia solo chi ha una vita fondamentalmente triste, ma anche chi all’apparenza sembra star bene. Quindi questo libro ci racconta la vita di una bambina con problemi che nessuno capiva, una bambina che inizia a frequentare giri di amici poco affidabili.. ma alla fine non era sua intenzione arrivare a bucarsi. No? Si comincia così.. lo spinello, la pasticca, la coca, l’eroina. C’è chi si ferma, c’è chi ci lascia le penne.

Questo saggio, che poi un saggio è, ci sputa in faccia la realtà. La cruda verità. E il linguaggio che usa Christiane ci fa pesare il tutto per dieci volte. Le descrizioni dettagliatissime di ogni luogo che frequentava: dalla tromba pisciosa e merdosa del palazzone al SOUND, famosa discoteca. Dagli innocenti circoli alle strade dove batteva per procurarsi un quartino.

E l’amicizia? L’amore? Queste cose fanno parte della vita di Christiane, ma c’è una lotta. Una lotta fra amore, amicizia e droga. Una lotta che non si può vincere. La vittoria andrà solo alla morte, che si intrufola con passo felpato nelle vite delle tredicenni. Ma la forza dell’amore è stata sempre più forte. L’amore per un ragazzo che come te si buca. Che come te si prostituisce. Che come te si sente uno schifo. Ma l’amore, è sempre l’amore. Nel bene e nel male, no?

Durante il periodo di lettura, mi sentivo pervaso da malesseri vari. Stavo male per Christiane. Stavo male per me. Stavo male per il mondo. Avevo paura. Ed è questo che deve succedere leggendolo: si deve avere paura, perché la paura non fa sbagliare. La paura ti fa stare con due piedi in un sandaletto da mare. Ho anche pianto, specie mentre si faceva il primo “buco”. Ho anche riso, a volte. Forse era una di quelle situazioni dove si dice “Rido per non piangere”. Fatto sta che Christiane, nonostante tutto, è stata forte. E’ caduta miriadi di volte, ma si è sempre rialzata. E adesso parla delle sue esperienze con il sorriso, magari di felicità per essere riuscita a uscirne. Nonostante nella sua vita non abbia mai smesso davvero, nemmeno adesso.

Ne consiglio la lettura a tutti. Ma il mio grido deve essere udito specialmente dai genitori e dagli insegnanti: fatelo leggere ai vostri figli e ai vostri alunni, aiutateli a prevenire cose brutte.. perché anche se non siamo più negli anni ’70 queste cose succedono SEMPRE. Siate responsabili di un’educazione che permetta loro di maturare il senso di responsabilità e di scelta.

 

 

Riccardo

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5 commenti su “Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino; Kai Hermann e Horst Rieck

  1. “Si comincia così.. lo spinello, la pasticca, la coca, l’eroina.”
    È un po’ opinabile come affermazione.

    • Ovviamente è riferito a Christiane e a chi come leiè passato dallo spinello alla siringa. Non è indirizzato a chi fuma erba, lol.

      – Riccardo –

  2. Non ho ancora letto il libro…ma ho avuto l’occasione di vedere il film…se quest’ultimo è stato molto forte e sentito…chissà allora com’è il libro…

  3. Un libro tosto, crudo, maledettamente reale.
    Complimenti per la recensione!

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