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Orlando, Sally Potter

Orlando (uomo) e la Regina

Non amo particolarmente il cinema e sono pochissimi i film a cui sono affezionata. Finora ho  detestato tutti  i rifacimenti cinematografici di grandi romanzi che ho visto, se non li ho mollati prima di finirli (il record di velocità a spegnere la tv davanti a un film me l’ha strappato una trasposizione del mio amato I miserabili di Victor Hugo, opera di non-ricordo-e-non-voglio-ricordare-chi, quando, nelle primissime scene,  Jean Valjean ha mollato un ceffone al vescovo Bienvenu. Mai personaggio è stato snaturato più radicalmente).
Per cui, in questo momento, vi trovate davanti a un fenomeno unico, che dubito si ripeterà mai: io,  Maria, vi parlerò bene della  trasposizione cinematografica di un libro.
Il romanzo in questione è Orlando di Virginia Woolf, di cui vi ho già parlato qui e che mi è riuscito particolarmente gradito. Il film ne è stato tratto nel 1992 da Sally Potter.
Ad animare la regista è stato l’intento di conservare intatto lo spirito del romanzo. È vero che un libro è uno, nessuno e centomila e che è impossibile proiettare sullo schermo le immagini passate per la mente di ogni singolo lettore, ma in questo caso la regista è riuscita a realizzare un’interpretazione, più che razionale, sentimentale del romanzo, pertanto perfettamente accettabile da chiunque.
Mi sono espressa malissimo, lo so. Ci riprovo.
La Potter si rifiuta di proporci concetti. Quelli, sì, sono fraintendibili e causano nello spettatore incontentabile (come me, ehm) reazioni di sdegno. E’ il caso, per esempio, del sopra citato Jean Valjean, che dal mio punto di vista non avrebbe mai potuto schiaffeggiare il vescovo nel momento considerato, mentre per il regista la cosa era plausibile.
La Potter ci propone immagini. Una sua delicatissima sfilza di immagini che accompagnano lo spettatore-lettore nell’immersione nel romanzo di Virginia senza porsi in contrasto con esso.
Proprio perché non propone concetti non vi consiglio di avventurarvi a vedere il film senza aver letto il libro, non solo perché non lo capireste fino in fondo, ma soprattutto perché l’impalpabilità di questo film diventa un limite nel porre i temi del romanzo (la condizione femminile attraverso i secoli, la naturale androginia di ogni essere umano) che invece Virginia affronta con decisione.
La fedeltà è mantenuta meticolosamente, salvo tagli di scene indispensabili per condensare l’opera in un’ora e mezza. Certo, un po’ dispiace: viene tagliata la fase in cui Orlando (Tilda Swinton) è zingara in Turchia, per esempio. Peccato. Ma qualche elemento doveva pur soffrire.

Orlando, allo specchio, scopre di essere diventato donna

Tutto il film è pervaso da una grazia straordinaria: forse questo è il migliore omaggio che era possibile fare alla Woolf. Le voci basse, delicate, i colori caldi ma mai aggressivi, le forme morbide, gli ornamenti, la delicatezza delle inquadrature e dei cambi di scena. Con straordinaria naturalezza Orlando passa da un secolo all’altro, transitandoci sopra. Una grazia particolare ha la scena in cui Orlando si specchia e scopre di essere diventato donna: come se fosse sempre stato consapevole che avrebbe cambiato sesso, si guarda distaccato e non nota alcuna differenza in sé.
Non dimentichiamo poi l’arguzia e l’ironia di cui le parole della voce narrante traboccano, altro tratto  che denota la profonda comprensione della Woolf.
Il film termina nell’anno 1992, così come il romanzo termina nel 1928, anno in cui è stato pubblicato. La scena finale è l’unica a essermi stata sgradevole. Ma non posso anticiparvela, vero? Sarebbe scortese. Però, fossi in voi, fermerei il film un minuto prima dei titoli di coda.

Orlando e la figlia, ai giorni nostri, osservano in un museo un quadro che all’inizio del film era in casa di Orlando


Maria

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6 commenti su “Orlando, Sally Potter

  1. […] Tilda Swinton nel ruolo di Orlando, dal film “Orlando” del 1992 diretto da Sally Potter. La recensione al film è QUI. […]

  2. Ho adorato questo film, come già a suo tempo mi ero innamorata del libro (sul quale ho finito per scrivere anche la mia tesi di laurea 😛 ).
    La versione di Sally Potter, oltre ad essere particolarmente azzeccata proprio in rapporto al romanzo è anche visivamente di una bellezza struggente (la scena del labirinto è tra le mie preferite in assoluto).
    Concordo sul fatto che è un film che si capisce e si apprezza di più avendo letto il libro e che in effetti l’ultima scena non è il massimo.

  3. ciao, scopro per caso che tanta gente ha scritto la tesi su Orlando di Sally Potter, e tra queste persone ci sono anch’io! Comunque io sarei curiosa di sapere da voi perchè
    non avete apprezzato il finale! A me la invece è piaciuto: la figlia di Orlando che tiene in mano la mdp nello stesso luogo in cui sta la simbolica quercia e poi la parte finale in cui, al posto della wild goose, appare un angelo (un pò buffo) che sinceramente anche a me ha lasciato un pò perplessa le prime volte che l’ho visto, ma sono rimasta persuasa dal testo, dopo averlo letto su internet, che lui canta (scritto, per altro, anche quello dalla stessa Sally, assieme a Jimmy Somerville) che riassume bene la visione di Orlando, della Potter e anche della Woolf secondo me, ma comunque sono ben lontana da aver una visione chiara delle cose (comparando libro e film), quindi è anche possibile che cambierò idea.
    Concordo anch’io sul fatto che la parentesi turca di O. donna e nomade potesse diventare un racconto interessante per il film. E del discorso sulle donne (ripresa dal Corano) fatto dal Khan ad O. cosa ne pensate?

    • La parte sul prato è anche carina. E’ l’angelo che m’ha lasciata sconvolta xD
      Se devo essere sincera non me lo ricordo molto bene. Esaltava l’uguaglianza della donna rispetto a Orlando che invece la considerava diversa? Il Corano ne parla in questi termini, mi sembra, quindi non ci ho trovato molto di strano.

      • scusa la tarda risposta. Comunque probabilmente l’angelo finale riassume il concetto dell’oca selvatica di VW, anche se mi è ancora molto astratto!
        Per quanto riguarda Il discorso sulle donne basato sul Corano, chiedevo per curiosità, non perchè ci fosse niente di strano! 🙂 Perchè anche io ho capito che si vuole evidenziare la parità della donna con l’uomo ma se è veramente cosi, tutto ciò è importante perchè idealmente andrebbe a sfatare lo stereotipo della donna islamica sottomessa. No!? Mah, mi informerò meglio!
        E hai notato che nella parentesi di O. ambasciatore in Medio Oriente, i servitori del khan sono gemelli, e persino i bambini che vanno verso O. e cominciano a “perquisirlo” per avere qualche regalo? Chissà come è venuta un’idea del genere a Sally Potter!
        ti saluto!:)
        silvia

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