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The Falling Man, Richard Drew

Oggi non parlerò di un romanzo, di un film, di una canzone o di un quadro.. beh.. qualcosa di simile a un quadro: una fotografia. Chi ha letto la mia presentazione sa quanto per me sia importante quest’ultima. Io la considero arte e quindi mi accingo a parlare di uno scatto molto importante per me, e per il mondo intero.The Falling Man è una fotografia scattata da Richard Drew, un foto-reporter dell’Associated Press (un’agenzia di stampa internazionale ubicata negli Stati Uniti). La fotografia ritrae un uomo che precipita dalla Torre Nord del World Trade Center. Ovviamente voi tutti avete ormai capito che sto parlando di una foto scattata l’11 settembre 2001. Un giorno tragico per il mondo. Questo scatto è solo l’esempio di documentazione più banale che c’è nell’archivio mondiale con su scritto 11 settembre 2001. E quel falling man è solo uno delle tante persone che precipitarono e si gettarono per un disperato tentativo di salvezza. L’attentato alle torri gemelle non deve essere dimenticato non solo per la tragedia che accadde, ma perché accadde in un luogo corrotto: Gli Stati Uniti d’America. Sì, non facciamo i finti buoni giustificando ogni cosa, tutti sapevano. E tutti continuarono a sapere. E tutti sanno. La cosa che fa rabbia è il silenzio. L’omertà. La faslità.

Questa fotografia rimarrà per sempre nella storia del mondo e quando la guardo, la fisso per ore, sento un magone salirmi dalla bocca dello stomaco e che arriva a serrarmi il respiro. Inoltre, possiamo ricollegarla anche alla letteratura dicendo che questo scatto gioca un importantissimo ruolo nel romanzo Molto forte incredibilmente vicino di Foer.

Questo scatto è uno degli esempi che spiega la mia misantropia. L’essere umano è capace di fare tante cose belle, sì: scrivere, fare film, cantare, aiutare – a volte – gli altri, essere simpatico e tutto. E io non odierei la razza umana se l’elenco si fermasse qui. No, tutte queste belle cose vengono oscurate da un’ombra gigante, lunga decine di miliaia di kilometri fatta di guerre, razzismo, distruzione, colonizzazioni forzate e violente, schiavitù, sfruttamenti, assassinii immotivati, scempi e altro ancora. Ma non voglio dilungarmi troppo su questo argomento perché magari finirei per annoiarvi.

Riccardo

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7 commenti su “The Falling Man, Richard Drew

  1. Ho letto che è stata la carta a tenere acceso l’incendio nelle torri gemelle. Tutti quei quaderni, le risme di fogli per fotocopie, le stampate delle e-mail, le foto dei figli, i libri, i dollari nei portafogli e i documenti negli archivi. Erano combustibile. Forse se vivessimo in una società senza carte il mio papà sarebbe ancora vivo. Ho cercato le cartine e i disegni fino a trovare il corpo che cadeva.
    Era papà? Forse.
    Chiunque fosse, era qualcuno.
    Ho strappato le pagine dal libro, le ho rimesse al contrario, in modo che l’ultima fosse la prima e la prima fosse l’ultima. Le ho sfogliate velocemente e sembrava che l’uomo stesse alzandosi in cielo.
    E se avessi avuto altre fotografie, sarebbe volato dentro una finestra e dentro la torre e il fumo sarebbe stato aspirato nel buco da cui l’aereo stava per uscire. Papà avrebbe lasciato i suoi messaggi a rovescio finché la segreteria sarebbe stata vuota e l’aereo sarebbe volato all’indietro fino a Boston. Papà avrebbe preso l’ascensore per scendere in strada e schiacciato il bottone per l’ultimo piano. Avrebbe camminato all’indietro fino al metrò e il metrò sarebbe andato indietro nel tunnel fino alla nostra fermata.
    Papà avrebbe superato il tornello all’indietro e poi fatto sfilare al contrario la sua tessera della metropolitana e sarebbe tornato a casa camminando all’indietro mentre leggeva il “New York Time” da destra a sinistra.
    Avrebbe sputato il caffè nella tazza, si sarebbe sporcato i denti e si sarebbe messo i peli in faccia con il rasoio. Sarebbe tornato a letto, la sveglia avrebbe suonato al contrario, e lui avrebbe fatto i sogni al contrario. Poi si sarebbe alzato alla fine della sera prima del giorno più brutto.
    Sarebbe indietreggiato in camera mia fischiettando al contrario ‘I am the warlus’.
    Sarebbe stato nel letto con me.
    Avremmo guardato le stelle sul soffitto, che avrebbero allontanato la loro luce dai nostri occhi.
    Io avrei detto: “Niente” alla rovescia.
    Lui avrebbe detto: “Sì, pulce” alla rovescia.
    Io avrei detto: “Papà?” alla rovescia, che non è così diverso da papà detto normalmente.
    Mi avrebbe raccontato la storia del sesto distretto, dalla voce nel barattolo fino all’inizio, da “Ti amo” a “Una volta, ma tanto tempo fa…” e saremmo stati salvi.

    J.S. Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.

    Mi sembrava doveroso commentare così ….

  2. E sempre un piacere leggere voi 😀

  3. Che bell’articolo. Le immagini dell’11 settembre sono ormai indelebili.
    “L’uomo che cade” è anche un libre di De Lillo.

  4. Questa foto toglie il fiato. Tutto quello che è accaduto l’11 settembre 2001 mi fa riflettere: noi viviamo la nostra vita ponendoci al centro del nostro mondo, con le abitudini e la routine quotidiana. Ma in realtà, qualcosa che non interessa alla maggior parte della popolazione è che siamo pilotati, controllati costantemente. Non abbiamo libertà, non abbiamo idee nostre, perchè fondamentalmente stiamo bene così. Direi che siamo in una ‘gabbia d’oro’ se non fosse che di oro ne vedo ben poco.. ci tengono zitti con gli agi e le comodità della vita moderna e fanno i loro giochi. per undici anni ci hanno fatto credere una palla assurda su una tragedia enorme. La terza guerra mondiale è in corso, ma molto più silenziosa delle due precedenti, e noi assistiamo inermi e compiaciuti.

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