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Il giro di vite, Henry James

Qual è il titolo? Il giro di vite

Chi è l’autore? Henry James

Quando è stato pubblicato? Nel 1898

TRAMA: Un certo Douglas legge a degli ospiti i diari di una giovane governante cui furono affidati due orfani. Nella casa si aggirano misteriose presenze che sembra abbiano a che fare con i bambini…

Ho cominciato a leggere questo racconto verso le undici di sera in aereo, mentre tornavo in Sicilia dopo una lunga vacanza in Piemonte. E devo dire che da quella notte, il libro mi è piaciuto sempre di più. Nonostante sia molto breve, ho impiegato una settimana a leggerlo per via delle storie molto ambigue, che lasciavano sempre un punto interrogativo a fine capitolo. Avrete già capito che è una ghost story, semplicemente non è una semplice ghost story. Sì, perché quel vecchio signore che era Henry James non poteva che inserire un intreccio geniale  persino in un racconto di cento pagine. Il racconto è caratterizzato da un’ambiguità fuori dal comune che divide le colpe in modo eguale, ma che lascia a te il verdetto. Sono i bambini ad essere corrotti dai fantasmi o è la governante che è una pazza visionaria? Questi fantasmi ci sono davvero e cercano realmente di impossessarsi dei piccoli Miles e Flora, o i bambini sono solo più vivaci e intelligenti del solito? Tutte queste domande sono solo l’inizio, perché alla fine del racconto il punto interrogativo si sarà fatto gigantesco. Non si capisce più dove si è arrivati, il perché e come e quando. Alla fine il piccolo Miles scoppia in un grido e poi il suo cuore si ferma. Durante tutto ciò era presente un fantasma, secondo la governante. Ma allora è vero o no? ‘Sti fantasmi c’erano o no? Molti hanno tentato di rispondere, e la verità la conosce solo Henry James.. ormai sepolto. Io credo che lo scrittore abbia voluto lasciare questo immenso punto interrogativo per vedere se il lettore fosse abbastanza arguto da cogliere la verità attraverso ogni capitolo. Ma c’è anche la possibilità che abbia voluto lasciare il finale irrisolto per dar spazio all’imaginazione. E fin qui le mie osservazioni potrebbero risultare plausibili, ma una cosa lascia perplessi: perché questo titolo? The turn of the screw, Il giro di vite. Questo vuol dire davvero che allora un giro di vite c’è stato? Che i bambini siano stati impossessati e quindi che abbiano permesso che i servitori/fantasmi ritornassero in vita dentro altri corpi? Più giovani, magari? Ma di giovane c’era anche la governante, perché proprio i bambini? Si pensa che il fantasma maschio, da vivo, avendo avuto molto tempo da trascorrere col bambino abbia avuto con lui dei rapporti omopedofili. Ma queste sono supposizioni che gli studiosi e i lettori si fanno leggendo, e quindi non sono mai attendibili. Ciò che è sicuro è che Henry James scrivendo questo racconto ha raggiunto picchi assurdi di genialità e che sia riuscito non sono a farci avere paura del buio, ma anche di farci confondere le idee.

Un racconto che merita di essere letto, da uno scrittore che merita di essere conosciuto.

Riccardo

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Un commento su “Il giro di vite, Henry James

  1. Non ricordo chi mi ha parlato di questo racconto, forse ‘la Erika’ che conosciamo entrambi, comunque mi aveva già incuriosito. Dopo questa recensione sono ancora più convinta, farò in modo di leggerlo =)

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