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Tre Allegri Ragazzi Morti

Venghino, signori, venghino: in questa belisema plaza l’incredibile spetaculo dei Tre Allegri Ragazzi Morti!
3 Allegri Ragazzi Morti canterano, suonerano e balerano per voi l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la muerte! L’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la muerte!
Ho odiato a lungo questa band, ma siccome sono volubile mi è bastato sentire La tatuata bella (un rifacimento della Canzone del non lavoro)per cambiare idea.

I Tre Allegri Ragazzi Morti (TARM) sono una band capitanata dal fumettista Davide Toffolo (voce e chitarra), comprendente  Enrico Molteni (basso) e Luca Masseroni (in arte Luca Casta; batteria).
Non passano inosservati: durante i concerti, nei video, nelle rappresentazioni grafiche (spesso disegnate dallo stesso Toffolo) i tre indossano una maschera da teschio (anch’essa opera del frontman).
Rientrano, diciamo, nel rock, con notevoli influenze da altri generi, e potrebbero essere definiti indie (l’inconsuetudine dei testi, la decisione di autoprodursi) se come indie non intendessimo un fenomeno musicale più moderno, più volutamente alternativo, più legato al pop e, spesso, di qualità inferiore.  Comunque, è impossibile considerare i Tre Allegri Ragazzi morti puramente come band musicale, prescindendo dalla maschera e dai video disegnati o supervisionati da Toffolo.
L’aspetto più interessante della band sono i testi: per lo più si tratta di voci adolescenziali, per niente appiattite a stereotipi. Intolleranza verso i genitori, insicurezza e fragilità, brama di avere tutto adesso, paura per il futuro, ovviamente l’amore si fondono in testi e musica energici. C’è anche, dall’altro lato, la voce ormai adulta che comprende e consola gli adolescenti (per esempio, Signorina Primavolta: “sia andata come è andata, la prossima decidi tu”).
La scelta di trattare l’adolescenza è radicata nel vedere in quest’età il simbolo della libertà dai cliché e dagli idoli del mondo (per i cui standard sono Quasi adatti, come a dire inadatti). Proprio questi sono ciò che più di ogni altra cosa i Tre Allegri Ragazzi Morti osteggiano. I personaggi delle canzoni dei TARM sono quindi delicati ragazzi (ma anche adulti) che cercano di avvicinarsi alla vita secondo natura.
Da Mai come voi:
Non saremo mai come voi 
e i miei amici come me
che parlano ai cani randagi
e che sanno ascoltare gli uccelli
e avremo ali come quelli
e becchi forti per grattare
dove le vostre bugie sono più deboli
.

Da Voglio:
Voglio respirare come un animale; 
voglio stare bene come un animale;
spero di dormire almeno come un animale
e riuscirò a giocare come un animale.
Voglio rotolare come un animale;
ti voglio annusare come un animale;
voglio imparare a stare solo come un animale,
guardare in faccia ad ogni pericolo,
ma sono un uomo e non lo posso fare.
Libertà van cercando: una libertà assoluta, che comprende la rivendicazione di farsi del male, di decidere per sé cosa essere, a proprio rischio e pericolo, e perfino se essere. Ecco, dunque, che in un mondo che (a ragione, eh) ci bombarda di publicità progresso contro l’anoressia i Tre Allegri Ragazzi morti cantano, in Francesca ha gli anni che ha:
Se la forma del tuo corpo non coincide con il niente

puoi fare a meno di mangiare almeno fino a quando puoi.
Questo è lo spettacolo della vita. E la morte, dov’è?
C’è, eccome, e proprio nei brani più compromessi da Thanatos i TARM raggiungono le vette più alte. Da La ballata delle ossa:
Le ossa scaverò dal fondo del giardino
e le riattaccherò in mezzo alla mia carne.
Degli occhi farò a meno, che li ha mangiati il corvo:
userò tutto il corpo per rivedere te.
E se qualcosa di mio ti rimarrà fra i denti,
non piangere perché poi lo digerirai.
Da Ninna nanna perninna (lo so, lo so, vi sto imbottendo di citazioni più che parlare io compiutamente di questa band, sono vergognosa):
Sarà cibo per formiche
la tua pupilla dilatata.
Apri gli occhi, apri gli occhi, apri gli occhi.
La sintesi perfetta tra vita e morte si ha in La faccia della luna, compreso il suo video (non è forse il tango il risultato di amore per la vita e angoscia della morte?):

La faccia della luna è anche un esempio di canzone socialmente impegnata (oltre questa, non posso fare a meno di suggerirvi Mina). A me in genere le canzoni socialmente impegnate fanno rabbia, mi suonano ipocrite, un modo di fare gli eroi senza rischiare niente. Ma i TARM sentono quello che cantano, ed è una cosa che non può fare a meno di arrivare all’ascoltatore.
Vi consiglio di dare un’occhiata ai lavori di Toffolo come fumettista sul loro sito (http://www.treallegriragazzimorti.it/): riesce a conferire a temi importanti una tale delicatezza che… non so ♥

Un’ultima cosa: io non sono un’allegra ragazza morta, ahimè. Un’allegra ragazza morta non si sarebbe mai sognata di scrivere questo post.

Maria

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2 commenti su “Tre Allegri Ragazzi Morti

  1. […] iconografico ha anche il cappello a forma di orso di Mattia – come esemplifica anche caso dei Tre Allegri Ragazzi Morti, ci troviamo sempre di più di fronte a musica non riducibile alla sola dimensione della musica […]

  2. Questi bei ragazzi sono venuti nella mia città ed hanno suonato. La mia scuola (liceo artistico) ha organizzato un concorso progettando dei disegni di una canzone (per classe). E’ stata un’esperienza diversa, li conosco da vicino e devo dire che non sono poi così male.

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