5 commenti

Le cronache di Narnia, Clive Staples Lewis

Qual è il titolo? Le cronache di Narnia

Chi è l’autore? Clive Staples Lewis

Quando è stato pubblicato? Nel 1950, 1951, 1952, 1953, 1954, 1955 e 1956

TRAMA: Si tratta di una saga fantasy composta da sette libri. In questi libri si narra la storia di Narnia, una terra magica, da quando nasce a quando muore.

Qualcuno si starà chiedendo “Ma a sedici anni leggi ancora i libri per bambini?” . Bene, rispondo citando Clive Staples Lewis, autore della saga, dicendovi che “un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto a cinquanta”. Ed è proprio vero. Questa saga di romanzi fantasy merita davvero di essere letta.
Si tratta di sette romanzi: Il nipote del mago; Il leone, la strega e l’armadio; Il cavallo e il ragazzo; Il principe caspian; Il viaggio del veliero; La sedia d’argento e L’ultima battaglia. Io li ho elencati secondo l’ordine che Lewis diceva dovevano essere letti, ma furono scritti in modo sparpagliato e disordinato. Infatti lui si accorgeva di dover scrivere un seguito solo dopo aver terminato un romanzo. Io trovo comunque molto affascinante la lettura disordinata di una saga, anche se non è molto conveniente e poco pratica.
La storia narra di Narnia, una terra magica abitata da animali parlanti, fauni, driadi e amadriadi, unicordi, sirene e tanti altri esseri fantastici a cui ci si affeziona subito. Narnia nasce dal canto di Aslan, il maestoso e gigantesco leone dorato che ormai quasi tutti conoscono. Nasce per sbaglio, perché due bambini si sono intromessi in una faccenda che non li riguardava. E questo è un aspetto davvero magnifico perché rispecchia davvero l’animo curioso dei bambini, che non si fermano mai a nessun ostacolo e continuano la loro avventura nonostante ci sia una grande e potente strega cattiva che strasforma la calda ed estiva Narnia piena di erica  e fiori in una terra di nevi e ghiacci perenni. Infatti i protagonisti della saga non sono solo Digory Kirke e Polly Plummer – i bambini che hanno scoperto la magia dello zio strambo e dei suoi anelli – ma sono anche i fratellini Pevensie! Essi vanno a stare nella casa del professor Digory (sì, il nostro bambino un po’ piagnone che ha scovato Narnia è diventato un professore ricco e famoso) a causa della guerra e lì la più piccola, Lucy, durante un giro di perlustrazione della casa entra in un grandissimo armadio intagliato su un legno che sembra quasi magico. Entra, e cammina cammina si lascia le pellicce alle spalle per dar spazio ad aghi di pini. Sì, è entrata in Narnia. Così la saga prosegue, scoprendo sempre cose nuove su tutto basandosi sempre sulla curiosità dei bambini. Dopo aver sconfitto Jadis la strega bianca, i ragazzi crescono e ritrovano la strada di casa che avevano dimenticato. E tornano ed essere qui bambini che si nascondevano dalla governante di casa Kirke. Poi c’è Il cavallo e il ragazzo una storia a parte, quasi usata come tramite e distacco temporaneo dagli altri libri, ma comunque storia di grande valore che ci fa conoscere meglio la geografia di Narnia e i vari nomi di popoli, abitanti e ci fa conoscere ancora varie tradizioni e altri personaggi. Direi che funge quasi da “romanzo storico narniano”. Ovviamente Lewis è un abile regista e quindi fa sì che durante Il cavallo e il ragazzo siano ancora presenti i nostri fratelli Pevensie, siventati ormai adulti re e regine di Narnia. Dopo varie peripezie quando i fratellini escono da Narnia, finiranno per il ritornarci, ma non di loro spontanea volontà.. perché Narnia ti quando ha bisogno di te… o quando tu hai bisogno di lei! E siamo arrivati a Il principe Caspian: cu è ‘stu Caspian? mi chiesi quando cominciai a leggere il libro. Essendomi ricordato che a Narnia il tempo fa come vuole lui (ecco, Lewis è stato abilissimo nel gestire la situazione del tempo), a Narnia sono cambiate molte cose. Questo è infatti un romanzo dove c’è più guerra, più sangue. Dove c’è una popolazione medievale, che indossa armature forgiate e usa spade molto più curate. Qui infatti sono messe da parte le caratteristiche principale dell’high fantasy (fate e folletti, in poche parole) e si da più spazio all’essere umano (che ormai ha colonizzato Narnia, espetto molto biblico.. e ne parlerò più giù) che conquista terre e dichiara guerre. Dopo aver finito di leggere questo volume, la tristezza si è fatta strada nel mio animo. I maggiori dei fratelli Pevensie, Peter e Susan, non sarebbero più tornato a Narnia. I minori, Edmund e Lucy, invece sì. E tornano in una storia simile alla precedente ma dove la guerra non c’entra nulla. Stiamo parlando de Il viaggio del veliero, un viaggio via mare su un veliero decorato e intagliato in stile narniano! Ho adorato questo romanzo soprattutto per le ambientazioni. Mari sconfinati, foreste e infine la fine del mondo. Inoltre qui veniamo a conoscere due personaggi interessanti: Ripicì, un topo di dimensioni fuori dal normale che ama la cavalleria e l’avventura e Eustacho. Eustacho è il cugino dei Pevensie: Lucy ed Edmund infatti si erano trasferiti a casa di Eustacho sempre per la traversata Nazista, e da lì entrano in Narnia. La figura di Eustacho è molto importante perché ci spiega che i bambini sanno essere cattivi, ma che quando imparano la lezione.. la imparano davvero! Inoltre questo inizialmente scorbutico ragazzino, ci accompagnerà durante gli ultimi sue capitoli della saga. Tornando a Il viaggio del veliero, qui Lewis comincia a diventare più esplicito nei messaggi cattolici, e abbiamo la conferma che Aslan è dio. Dopo aver finito questo libro, la tristezza si è fatta più forte di prima: Lucy ed Edmund (i miei personaggi preferiti in assoluto) non ritorneranno mai più a Narnia. Lacrime. Ma tornando a noi. Eccoci arrivati a La sedia d’argento: Eustacho fa la conoscenza di Jill Pole, bambina un po’ sfigatella come lui. Insieme entreranno a Narnia scappando dai compagnetti bulli (ecco, vai a Narnia quando tu hai bisogno di lei). Qui troviamo la storia di Rilian, il figlio di Caspian, che è stato rapito da una strega-serpente che ha ucciso sua madr mordendola (gli aspetti crudi della vita vanno sempre a crescere). Qui troviamo molta avventura, dato che i ragazzini dovranno passare per mari e monti per arrivare a salvare Rilian. Inoltre ho amato questo libro perché vi sono presenti i gufi, mia grande passione. Ed eccoci qui. Siamo arrivati alla fine del viaggio. L’ultima battaglia è infatti l’ultima parte di questa saga. Qui troviamo Tirian, discendente di tanti altri personaggi. Narnia è in crisi, e qui si rivela anche la presenza della controparte di Aslan, il male. Tutto il libro è un corri e fuggi fino a che Narnia non finisce perché ha mancato alle sue regole. Ecco qui l’apocalisse. Nel frattempo i fratelli Pevensie e altri personaggi a loro correlati sono morti in un incidente ferroviario (in pratica avevano ricevuto un segnale di aiuto da Narnia ma essendo che non potevano più entrare nel paese incantato, occorrevano loro gli anelli magici dello zio e hanno deciso di viaggiare in treno)… ed ecco che spuntano a Narnia. Ecco.. qui sta il lato oscuro che tanto ho odiato di questa saga. Narnia, come tutti avete capito, è il paradiso…. e la Narnia di prima era solo un mondo che Aslan/dio aveva usato per insegnare i valori ai bambini protagonisti. La vera Narnia era quella dove si trovavano ora, e dove ora Aslan aveva cambiato aspetto.. e da leone era diventato qualcosaltro.

Ho odiato questa morale cristiana perché non è adatta a un romanzo di genere fantasy: i bambini così non trovano più la fantasia nella lettura ma trovano ciò che la chiesa e il catechismo insegna loro tutti i giorni. L’ho odiata per questo, non perché sono ateo. Proprio perché in un certo senso copre tutta la magia. Io comunque ci ho badato poco durante la lettura e ho continuato a leggere come se fossi un bambino. Ovviamente c’è da dire che Clive Staples Lewis era un fervente cattolico convertito, il che è ancora più influenzante.

Io ho comunque amato questa lettura per vari motivi: da piccolo avevo già visto il film e me ne ero innamorato, mi ha fatto conoscere il fantasy e tutto ciò che ne consegue (terre meravigliose, creature a cui mi sono subito affezionato e personaggi strabilianti e genialmente curati)… ho amato i personaggi e mi sono rivisto molto in Edmund (prima cattivello, poi buono) e ho amato quel grande leone con la criniera dorata. Insomma davvero un grande classico da leggere a tutte le età.
Lo consiglio a tutti, ma specialmente ai genitori: leggetelo ai vostri figli. Si addormenteranno tranquilli e sogneranno cose meravigliose.

Riccardo

Annunci

5 commenti su “Le cronache di Narnia, Clive Staples Lewis

  1. I miei complimenti Ric, sia per la recensione (stile acerbo ma si vede il potenziale) che per il Blog (carino il gioco di parole); un solo appunto, se si tratta di una recensione e non di uno spoiler inserisci meno elementi della storia, devi invogliare a leggere la saga, non svelarne i contenuti.

    p.s. serve un correttore di bozze però ;P

  2. Quelli che vengono biasimati per leggere libri infantili in età matura sono gli stessi che da piccoli venivano criticati per leggere libri da grandi : ma bisogna tener presente che nessun lettore degno di questo nome si regola in base al calendario.

    da “Tre modi di scrivere per l’infanzia”
    C. S. Lewis

  3. Le prime righe non mi sono piaciute, perché suonano come una giustificazione al fatto che tu abbia potuto leggere ‘libri per bambini’!Cos’è un sacrilegio?
    In realtà, tu ,come tanti altri, sei vittima di quella strana convinzione italiana che divide nettamente la letteratura per adulti da quella per bambini. Convinzione che poi si ripercuote ‘catastroficamente’ nell’organizzazione delle maggiori librerie che ti mettono in bella vista Il Silmarillion, Abarat, Queste Oscure Materie ed altri libri preziosi nel reparto ‘bambini’.

    E poi ho da ridire sulla presunta “coperta” cristianeggiante che avvolge il libro. =)
    Io non passo per cristiana, però devo ammettere che senza quell’involucro di cui parli tu, il libro avrebbe perso parecchio fascino. Sarebbe stato uguale a tanti altri fantasy che puntano sulla classica miscela di ingredienti ‘magici’ per far evadere il lettore, il lettore-bimbo. Invece Lewis ci ha regalato una meravigliosa visione del ‘suo’ credo, una grande allegoria cristiana che puoi abbracciare o meno, ma che è il vero motivo per cui questo libro ‘vale’ anche per gli adulti.

    ps : Sai perché Aslan ti piace tanto? Perché è la visione rassicurante di un Dio, di un padre che veglia su di noi in ogni attimo e questo è retaggio cristiano, anzi no, umano. 😉

    Con affetto
    Lyn*

    • Grazie Lyn. Anche io credo che senza quell’involucro avrebbe perso quel ché che tanto mi piace.. però forse se lo avessi letto a 8 anni. Avendolo letto a sedici lo coogli sempre, come un cimax ascendente, va sempre ad aumentare. E mi ha dato un po’ di fastidio. Tutto sommato ho già detto che per me è un libro bellissimo e molto importante.

      – Riccardo –

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: