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Abbazia nel querceto, Caspar David Friedrich

Titolo dell’opera: Abbazia nel querceto

Autore: Caspar David Friedrich

Metodo adottato: Olio su tela

Dimensioni: 110 x 171,4 cm

Periodo di creazione: 1809 – 1810

Qualcosa sull’autore: Caspar David Friedrich nasce il 5 settembre 1774 a Greifswald, località portuale sul mar Baltico. E’ il massimo esponente del Romanticismo e figura singolare nella storia della pittura paesaggistica. I suoi dipinti sono condizionati dalla sua profonda fede religiosa e dal suo amore per le campagne tedesche. La sua carriera artistica viene interrotta improvvisamente da un ictus nel 1835 e cinque anni dopo, muore a Dresda il 7 maggio.

Abbazia nel querceto è una delle migliori opere di Friedrich, e una delle migliori in cui è presente il tema della morte. Il tema della morte è spesso presente nell’arte e in qualsiasi corrente artistica di qualsiasi periodo. E quindi, anche il nostro Caspar David Friedrich gli ha dedicato molte opere, fra cui quella di cui ci accingiamo a parlare.
Abbazia nel querceto è stato dipinto adottando la tecnica dell’olio su tela. Per capire meglio il significato dei colori e del dipinto in sé, dobbiamo innanzi tutto dividere quest’ultimo in due sezioni: sotto e sopra, ovvero terra e cielo. Di sotto abbiamo un querceto, con al centro una vecchia abbazia diroccata e un piccolo cimitero. Il tutto è avvolto da una nebbia che quasi non ci permette di vedere altro se non gli elementi sovraelencati. Ovviamente i colori usati per questa sezione di dipinto sono scuri: abbiamo la prevalenza del nero, con degli sprazzi di verde e marrone che caratterizzano il fango e il giardinetto appena in vista che circonda il cimitero. Gli alberi ormai secchi e senza fogliame e l’abbazia decadente simboleggiano la morte, e Friedrich era solito, al contrario, simboleggiare la vita con abeti ed edifici intatti. Inoltre abbiamo la presenza di molte tombe che indicano il passaggio umano che è oscurato dalla morte. Una delle tombe è aperta: come in molti altri dipinti di Friedrich questo  enfatizza il fatto che l’esistenza terrena è solo un viaggio di preparazione alla morte (cosa che accade spesso nella letteratura). Passiamo alla sezione nord del dipinto: qui c’è un netto constrasto con il basso sia di colori sia di simbologia: i colori usati sono infatti molto più chiari, sebbene rimangano avvolti da un’aura tetra e malinconica; inoltre abbiamo la presenza di un elemento molto importante: la luna. La luna è in fase crescente e si vede appena, e l’artista la usa come simbolo di rigenerazione, di speranza. La composizione ha una vena irrealepur basandosi sulla natura: infatti l’autore si pensa che abbia eseguito degli studi analoghi sugli alberi. L’abbazia si pensa si basi sull’abbazia circenze di Eldena che si trovava vicino la casa dell’artista a Greifswald e che compare anche in altri dipinti.

A questo dipinto sono molto affezionato, per i suoi temi e per le sue ambientazioni piuttosto gotiche. Inoltre quando lo fisso (perché io ho la smania di fissare i dipinti per ore) mi sembra di entrare dentro quel querceto e passeggiare in mezzo alla nebbia. Adoro Friedrich e ogni suo dipinto sembra uscire dalla tela o addirittura trasportarci dentro chi lo guarda. Consiglio a tutti gli appassionati di arte moderna del ‘900 di approfondire le proprie conoscenze su questo pittore che è davvero formidabile.

Riccardo

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