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A single man, Christopher Isherwood e Tom Ford

Cari lettori e care lettrici, quella che state per leggere è una doppia recensione: sto per parlare di un romanzo.. e del film basato su quest’ultimo! Bene, buona lettura.

ROMANZO

Qual è il titolo? Un uomo solo

Chi è l’autore? Christopher Isherwood

Quanto è stato pubblicato? Nel 1964

TRAMA: Il romanzo racconta la tipica giornata di George Falconer, docente unversitario omosessuale, che ha perso in un incidente stradale il suo fidanzato.

Isherwood racconta la giornata di George Falconer, un docente universitario omosesessuale. Essendo omosessuale anche l’autore, vediamo subito che riesce a dirigere in modo impeccabile i sentimenti e le sensazioni che prova il protagonista. Infatti quest’ultimo ha perso il suo unico e vero amore, Jim. All’improvviso, così. L’uomo con cui condivideva la sua vita, la sua casa, il suo letto da dieci anni è morto. Questo è infatti un romanzo dove l’omosessualità non è centrata quanto è centrato invece l’amore, la tristezza e la monotonia della vita. Infatti se l’autore non ha raccontato l’intera vita di George Falconer, ma solamente UNA giornata vuol dire chenon c’è bisogno di raccontare tutto, perché quella giornata può bastare a capire ciò che è la vita del protagonista. Tuttavia vi sono molti elementi riconducibili all’omofobia (ad esempio George si sente osservato dalle persone chiedendosi “chi lo sa se loro sanno chi sono?”) e alla sua vita prima e durante la sua storia con Jim. Una storia d’amore passionale, fatta di compromessi reciproci. Perché se non è questo il tanto nominato “amore” cos’è, allora? Se non fosse questo non esisterebbe l’amore, che io preferisco definire “affinità elettiva” (citando il grande Goethe). Altro personaggio, secondario ma importante, è Charlotte. Charley è la migliore amica di George. E’ una donna che io ho amato. A tratti insopportabile, con tutte le sue auto-commiserazioni, il suo cercare la salvezza dai rapporti freddi con il figlio e il divorzio nell’alcool. Ma tutto ciò è coperto da un alone di fascino e carma che emana la sua figura elegante e avvolta di fumo. Ho amato il rapporto d’amicizia fra George e Charlotte. Saldo ma con qualche crepa qui e lì, che non guasta mai per capirsi davvero fino in fondo. Un aspetto molto interessante di quest’opera è il rapporto fra George e Kenny, studente e allievo del protagonista. Un rapporto fatto di parole, fatto di Kenny che vuole provare un’esperienza omoerotica con George, ma in modo innocente. Ho trovato il personaggio di Kenny molto.. come dire… cucciolo. Sì, perché si capisce subito che nonostante sia un ragazzo di un’intelligenza fuori dal comune sia ancora un ragazzino poco maturo. Christopher Isherwood è stato per me una grandissima rivelazione e mi sono promesso di leggere altri suoi scritti. E’ un romanzo ricco di emozioni, che ti fa amare non solo i personaggi e le loro storie malinconiche, ma anche l’America degli anni ’60. Infatti il romanzo è incorniciato da locali chic dove bere una bella birra fredda, da strade tappezzate di macchine vintage, moda anni ’60 e tanto altro ancora. E io, avendolo letto in lingua originale, queste cose le ho percepite ancora di più.
Consiglio di leggerlo a tutti, specie agli omofobi cosicché capiscano che l’amore non è di un uomo e di una donna, ma di chi lo sente.

FILM

Titolo: A single man

Regia: Tom Ford

Anno: 2009

Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, Matthew Goode, Jon Kortajarena

Genere: Drammatico

TRAMA: George Falconer si sveglia, e sente un dolore cardiaco. Il film continua raccontando la sua giornata, che all’inizio sembra come tutte le altre.

Il grandissimo stilista – che oltre ad aver lavorato per Gucci –  ha fondato un marchio tutto suo, si è donato anche al cinema. E il risultato non è stato per niente male. Il film ripercorre sempre la giornata di Falconer (Colin Firth), ma in modo del tutto diverso. Infatti qui il nostro professore non è solo triste della sua vita monotona dopo l’incidente che ha portato alla morte il suo fidanzato, ma arriva al punto di voler dare un taglio all’agonia. Sì, decide di volersi suicidare. Si sveglia con un malore cardiaco, ma poi tutto continua secondo i piani. Si reca al college, fa la sua lezione, e ha il suo colloqui privato con Kenny (Nicholas Hoult) che lo lascerà perplesso. Si sente con la sua cara amica Charlotte (Julianne Moore) e decidono di vedersi quella stessa sera. Va a comprare una bottiglia di super alcolico e qui accade qualcosa di nuovo, di inaspettato, che non è presente nel film. Infatti appena uscito dalla bottega dove ha comprato l’alcool, George incontra Carlos, un gigolò spagnolo. Perché Tom Ford ha voluto inserire questa novità nell’adattamento cinematografico del romanzo di Isherwoodd? A quale scopo? Forse per accentuare il tema del sesso, che nel romanzo è messo da parte. Questa è infatti un’altra differenza fra il romanzo e il film. Personalmente ho trovato quest’aggiunta piuttosto inutile e a scopo fine all’audience. Ma questo è il mio umile parere e non sto troppo a sindacare le scelte di un regista. Il film è comunque costellato da un cast formidabile che non poteva essere scelto meglio. Colin Firth come sempre è riuscito in modo ottimo nel suo ruolo forse non solo grazie al suo grande talento, ma anche perché non è la prima volta che recita nella parte di un omosessuale (Infatti ha recitato insieme a Ruper Everett in Another Country – La scelta di Marek Kanievska). Julianne Moore per il ruolo di Charley è perfetta, essendo lei attrice dalle mille espressioni del viso e del corpo. Il fatto è che io la adoro in modo ossessivo, e ogni sua performance per me è un tuffo al cuore (vogliamo ricordarci diBoogie Nights, Lontano dal paradiso e The Hours). Inoltre vederla in abiti e acconciatura anni ’60 nella sua bellissima casa pittoresca è stato davvero un grande BANG! dentro di me. Nicholas Hoult ha dato di nuovo prova di sé, dato che ha già recitato in film come About a boy – Un ragazzo quando era ancora un bambino e in Skins, famosissima serie televisiva britannica. Il film mi è piaciuto davvero molto, e Tom Ford  è riuscito nel suo intento.

Bene, è arrivato il momento tanto atteso dal sottoscritto: voi cosa ne pensate di questa accoppiata? Se avete letto il libro, vi è piaciuto l’adattamento cinematografico? Cosa ne pensate delle differenze? Personalmente devo dire che il film mi è piaciuto davvero molto. Però per amare questa pellicola bisogna vederla come una storia a sé, senza associarla troppo al romanzo. Perché se la si associa troppo all’opera isherwoodiana (cosa molto spontanea, ovviamente) si finisce con il non apprezzare il lavoro di Tom Ford e sdegnarlo per aver cambiato troppo quello che è il maggior rappresentante della letteratura omosessuale mai scritto prima. Aspetto i vostri pareri e, soprattutto, aspetto di confrontarmi con quelle che sono le vostre idee e con voi.

Riccardo

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