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Anna Karénina, Lev Tolstòj

 Qual è il titolo? Anna Karénina

Chi è l’autore? Lev Nikolàevič Tolstòj

Quando è stato pubblicato? Nel 1877

<<Io penso>>, disse Anna sfilandosi un guanto, <<che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d’amore quanti cuori.>>

Ho iniziato a leggere IL ROMANZO una mattina in una spiaggia di ghiaia e ciottoli di Letojanni (ME), con il mare che rumoreggiava e i gabbiani che arrivavano per rubare il pesce ai mattinieri amanti della pesca.
Quando  leggevo informazioni su questo romanzo mi incuriosivo molto.. ma ero anche spaventato dalla nota pesantezza e lunghezza dei romanzi russi. Bene, adesso che ho letto Anna Karénina posso sfatare questo mito. O almeno, per quanto mi possa riguardare.

Amo definire Anna Karénina “Il romanzo”, poiché lo considero davvero perfetto sotto ogni sfaccettatura. Un po’ come un diamante raffinato e sfaccettato.
Adesso spiegherò passo passo ogni antro del romanzo che ho trovato impeccabile.

TRAMA: la trama di questo romanzo è perfetta. E’ un entrelacement sotto ogni aspetto. Anna Arkad’évna Karénina Oblònskaja è al centro di tutto, e attorno a lei si tessono come una ragnatela perfetta le storie di Kitty e Lévin, di Stepàn Arkàd’evic e della moglie Dolly e tutti gli altri. E’ una trama che non lascia scampo da riflessioni e cambiamenti d’umore vari. Una trama in cui il nostro caro, vecchio, barbuto Tolstòj inserisce ogni tematica: amore, odio, fedeltà, adulterio, vita, morte (nei suoi vari aspetti), maternità, sesso, moda, politica, ambientazioni, storia e chi più ne ha più ne metta. Insomma, da oggi chiamerò Lev Tolstòj “Uomo ragno” che meglio di Ludovico Ariosto (paragone che non calza affatto, eh) ha saputo intrecciare dei fili tesi e perfetti.

PERSONAGGI: I personaggi del romanzo sono tutti quanti genialmente strutturati. Tutti, anche i muzik e i cocchieri. CHIUNQUE, anche i passanti che Anna vedeva mentre andava a trovare Dolly prima di suicidarsi, erano descritti come un pittore dipingerebbe la folla. Lev Tolstòj è stato davvero un mago a dipingere questi fantocci e far di loro dei personaggi che rimarranno nella storia della letteratura.

Anna Karénina, una donna con seni prosperosi e braccia ben tornite era una donna, una signora, della nobiltà pietroburghese. Una signora che cercava l’amore, che ripudiava la falsità e ogni suo derivante. Era una donna anche egoista ed egocentrica che cercava di trarre il meglio per sé da ogni sua azione. Ma era una donna passionale, e forte. Trova l’amore in un giovane conte e strappa quest ultimo dalle nozze con Kitty. Ha fatto di tutto per averlo, lo ha avuto, e non le bastava. Una donna completamente gelosa delle ombre che accerchiavano il suo amante, lo costringeva a farle un po’ da zerbino. Ma poi si pentiva di tutto e piangeva, traeva al suo gran petto le mani di lui. Una donna molto lunatica. Madre di due figli: Sereza e Anna. Il primo amato, la seconda ripudiata. Sì, ripudiata. La amava solo come bambolotto, ma non si sentiva madre di quella creatura. Anna si sentiva in colpa, si sentiva in diritto di vendetta e si sentiva molto altro e così decise di finire i suoi gironi con il suicidio. Io, personalmente, continuerò sempre ad amare Anna Arkàd’evna Karénina Oblònskaja alla follia. Con i suoi pregi e con i suoi (TANTI) difetti. E con le sue tette, sì.

Alekséj Kirìllovic Vrònskj, giovane ragazzo (sì non era un uomo, era un ragazzo con il cervello pubere) ingenuo e forte. L’ho odiato. Sempre a fare il cagnolino per Anna, per la madre e per Jasvin. Un uomo senza attributi, vah. Bello, importante, giovane. Cosa poteva desiderare una donna? Ma lui per arrivare ad Anna ha dovuto dar fuoco ai “sentimenti” di Kitty. Sì, il ballo. Ma non parliamone. Ha sempre fatto tutto ciò che Anna gli diceva di fare, ma prima però si diceva di dover rievocare la libertà di uomo! Ma poi sempre lì ad accontentare Anna. Insomma, senza palle (scusatemi il francesismo). Dopo la morte di Anna lui si sente perduto e bla bla bla. Insomma, mi stava davvero lì. Ma forse ero solo geloso di Anna! (LOL)

Alekséj Aleksàndrovic Karénin, insomma un deficente. Dopo Lévin, è quello che ho odiato di più. Non posso sprecare altre parole per lui, anche perché sarebbero troppo volgari. So sorry (Non so come si dice in russo, uff)

Konstantìn Dmìtrievic Lévin, eccoci qua. Lui è il personaggio che mi ha fatto girare gli innominabili ogni volta che si parlava di lui. Subito a scaldarsi per qualunque cosa, sempre a filosofeggiare su tutto, sempre a ribadire quanto sia importante la terra le vacche gli uccellini et cetera. Un uomo così non lo avevo mai incontrato nella realtà, in un film e in un libro. Pensare solo all’azienda e accorgersi solo alla fine del libro di quanto ci siano altre cose importanti. Ecco, questo è Lévin. Però devo fare i complimenti a Lev. Dopo Anna, è il personaggio meglio pensato e strutturato di tutti. E di questo mi compiaccio, e sono contento di aver letto una simile descrizione.

Ekàterina Aleksàndrovna Lévina Scerbàckaja, ovvero l’inguaribile (una fase della storia, cioè il “tradimento” di Vrònskj, a parte) ottimista e gentilina Kitty. Questo è un personaggio che mi ha diviso a metà: da una parte mi piacea per la sua semplicità e dall’altro mi chiedevo “ma ci sei o ci fai?”. Sempre gentile con tutti, fino a quando Anna non le porta via il Vrònskj. Lei si pente di non aver detto di sì a Lévin, ma si sente anche oltraggiata. Si ammala e va in Germania. Poi guarisce, ed eccola ritornata la gentilissima e giovanissima Kitty di sempre. Si sposa, ha un figlio. Sempre premurosa e indaffarata. Ma datti pace, cavolo! No, non se ne parla. Però nel complesso mi è piaciuta molto.

Stepàn Arkàd’evic Oblònskij, ovvero il grandissimo burlone e adultero fratello della nostra Anna. Questo personaggio l’ho amato sin dal primo capitolo della prima parte, che lo vede protagonista e artefice di un adulterio (uno dei tanti, si intende) schiaffato alla moglie senza volerlo. Ho subito amato il suo essere sempre ottimista, il suo sorriso sfacciato dipinto su ogni situazione.. anche su quella più tragica. Inoltre ogni stralcio di romanzo ove lui era presente, era letto sempre con un piacere grandissimo secondo solo a quello che provavo leggendo di Anna. Un personaggio comunque semplice all’apparenza, ma complicato in dettaglio. Complimenti ancora, Lev.

Dàr’ja Aleksàndrovna Oblònskaja Scerbàckaja, conosciuta meglio come Dolly. Lei è sorella di Kitty e Nathalie. Una donna insicura, a tratti instabile, ma forte e combattiva; capace di dare amore anche a una figura controversa per quel periodo come Anna. Sì, è stata forse l’unica a rimanerle vicino, seppur spesso in lontanza, durante i suoi dissidi. E per questo l’ho amata molto. Però è un personaggio che mi ha convinto poco, essendo sempre incerta e lunatica nelle scelte. E’ strutturata genialmente come ogni singolo personaggio.

Grazie a tutti questi personaggi, e agli altri che non elenco o potrei morire qui, ho imparato sempre qualcosa di nuovo sull’essere umano.

AMBIENTAZIONI: Perfette, impeccabili. C’è di tutto, luoghi e cibi, storia e politica, guerra, moda, tendenze e tanto altro. Mi hanno fatto adorare la Russia, tanto da farmi desiderare di farci un viaggio.

CONCLUSIONE:

Ho adorato questo romanzo, e almeno una recensione al caro Lev gliela dovevo. Mi ha dato moltissimo. Ho conosciuto meglio l’essere umano. Ho conosciuto nuovi sentimenti. Ho conosciuto la Russia. Mi sono commosso, ho pianto, ho riso, mi sono arrabbiato. Questo è per me la lettura. Credo che appena realizzerò davvero di aver finito di leggerlo, scoppierò a piangere. Mi mancherà davvero. Ho trovato un ottimo amico. Sono commosso dalla perfezione che può raggiungere un’opera letteraria. E sono fiero di aver letto questo romanzo.

Consiglio questo romanzo a tutti.

Riccardo

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